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REALITY DISORDER — Filippo Gualazzi

 

Description

“Reality Disorder” è un’opera multimediale interattiva in continuo mutamento, l’intervento dello spettatore è parte fondamentale e imprescindibile per la realizzazione della stessa. Viviamo in un’epoca dove i social network hanno cambiato radicalmente il nostro approccio alla realtà. I luoghi che visitiamo non vengono più vissuti a pieno, la connessione costante ad internet ci distoglie dalla realtà, facciamo continuamente ricerche di persone, luoghi e oggetti a qualsiasi ora del giorno, condividiamo nei social network questi contenuti seguiti da hashtag di qualsiasi tipo per paura di dimenticarci, per l’ossessione di dare ordine al nostro profilo social. Gli hashtag sono come cassetti che custodiscono contenuti digitali, il sovraffollamento degli stessi crea un paradossale disordine di informazioni in rete, così ci troviamo spesso a fare ricerche inutili, utilizzando la parola come principale fonte di informazione. L’opera nasce da una riflessione critica di questo aspetto e vuole invitare lo spettatore a vivere il luogo reale e non quello della memoria digitale utilizzando una psicologia inversa. L’installazione è composta da due monitor, in uno è presente la schermata di Google con sullo sfondo un percorso reale visto da satellite tra i quartieri di Roma. Lo spettatore può inserire qualsiasi parola e tramite un algoritmo vengono pescate randomicamente immagini dal web che hanno il relativo hashtag per poi essere proiettate sul secondo monitor in maniera veloce e confusa. Lo scopo è quello di distogliere l’attenzione dal percorso reale e concentrarsi sul percorso digitale. L’utente può fare uno screenshot della schermata e condividerla in tempo reale su un account Instagram del progetto. L’opera in questo modo vivrà sia in mostra che successivamente nel web, creando un archivio di immagini scelte dallo spettatore, al fine di dare vita a un percorso digitale individuale ma allo stesso tempo collettivo. Il risultato di questo processo è una quantità infinita di parole e immagini senza un ordine logico, creando così maggiore confusione in rete e maggiore consapevolezza di ciò che è reale.

Tasks

“net art, interactive installation, cross-media”

Info